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Edoardo Bennato nasce Napoli il 23 luglio 1949 in un quartiere alla periferia
ovest della città: Bagnoli. È una zona ricca di risorse ma malsana a causa,
all'epoca, della presenza dei cantieri dell'ItalSider. Edoardo è il primo di
tre fratelli che nasceranno più tardi, Eugenio e Giorgio. Tutti e tre i
fratelli Bennato manifestano
delle inclinazioni musicali che la mamma soddisfa mandandoli ben presto a
lezione da un maestro di fisarmonica.
L'attrazione fra Edoardo e il rock non tarda assolutamente a nascere: si tratta
di un amore che rappresenterà una costante nella carriera del cantante, che
inizia a muovere i primi passi sul mercato discografico alla fine degli anni '60
con alcuni 45 giri "di prova".
Il primo 33 giri esce nel 1973, "Non farti cadere le braccia" è il
suo titolo, e si distingue per la collaborazione con il grandissimo Roberto De
Simone, nella cui "Nuova compagnia di canto popolare" entrerà a far
parte il fratello Eugenio. Questo album, come quelli che usciranno gli anni
successivi, hanno in comune un'arma tagliente che Edoardo non esita a sfruttare:
l'ironia. È l'arma che, ancora oggi, il cantautore usa per denunciare i
problemi della nostra società: corruzione, degrado, imbrogli, malcostume, solo
per fare alcuni esempi. La sua musica ed il suo temperamento fanno trasparire un
ragazzo che ha assorbito i malumori ed i problemi di una generazione difficile,
come quella degli anni '60 e che denuncia attraverso le parole delle sue canzoni.
"I buoni ed i cattivi" (1974) è il titolo del secondo album di
Edoardo: viene derisa in esso la classe dei "buoni ed onesti cittadini
nobili e borghesi", classe che in realtà nasconde un senso di
"dittatura" dal punto di vista culturale, che esalta certi stereotipi
piuttosto negativi,antichi e superati. Canzoni come "In
fila per tre", "Ma
che bella città", "Arrivano i buoni", "Salviamo il
salvabile", o "Bravi ragazzi" sono proprio la manifestazione più
genuina del pensiero di Bennato.
Nel 1975 esce "Io che non sono l'imperatore" che si evidenzia per la
canzone "Affacciati affacciati" satireggiante il Papa, e per "Signor
censore" uno sbeffeggiamento contro l'imbavaglimento della cultura e
del libero modo di pensare.
Gli anni successivi si distinguono non tanto per l'impegno "sociale"
di Edoardo, che è sempre costante ed efficace, ma sicuramente per la migliore
qualità musicale dei suoi lavori."La torre di Babele",
"Burattino senza fili", "Uffà Uffà" e "Sono solo
canzonette", pur mantenendo inalterato il messaggio originale di Edoardo,
sono album che musicalmente hanno un qualcosa di più dei precedenti. Curiosi
sono proprio gli ultimi due dischi che uscirono, nel 1980, a distanza di due
settimane l'uno
dall'altro:
un avvenimento forse senza precedenti nella storia della musica, che altri cantautori,
anche stranieri, hanno poi scopiazzato. "Franz è il mio nome", "La
torre di Babele", "Viva la guerra", "È stata tua la
colpa", "Ma che sarà",..., sono tutte
canzoni che, al di la del successo senza dubbio meritato, contengono dei mesaggi
sociali di grande importanza.
Oramai Bennato ha raggiunto la piena maturità artistica e musicale e la sua
voce, arrivata anche in Inghilterra, è l'espressione di un certo tipo di
cultura italiana che dimostra ancora una volta la propria creatività e
personalità. L'album live, uscito nel 1983 e contenente un brano inedito
("È goal!"), rappresenta in un certo senso la sintesi di una prima
fase della carriera di Bennato, ricca di messaggi e di emozioni.
Dopo un periodo di stasi (comprendente l'album "Kaiwanna",
pubblicato nel 1985), Edoardo ritorna alla grande nel 1987 con "OK
Italia" un album che deride un po' il potere politico italiano evidenziando
la "grande" Italia industriale ma con i treni che arrivano in ritardo...
Nello stesso anno esce anche un fantastico album dal vivo che si evidenzia per
la grinta e l'arrangiamento particolare delle sue canzoni. Due anni dopo, siamo
al 1989, viene pubblicato "Abbi dubbi" un album di notevole successo e
di notevole bellezza rimasto forse celebre al grande pubblico per la canzone
"Viva la
mamma"; sono però numerosi i brani degni di nota in questo LP: da
"Sogni" e "La Luna" a "Vendo Bagnoli" o
"Mergellina".
Gli anni '90 sono la continuazione di un discorso musicale e "sociale"
di Edoardo che, nonostante il tempo che passa, non mostra, per fortuna, alcun
segno di erosione o di invecchiamento. Indice di una creatività senza fine e
del fatto che è possibile proporre alla gente le proprie idee ed i propri
messaggi anche se i tempi cambiano, e senza cadere nel commerciale.
Nel 1992 Edoardo pubblica ancora due lavori importanti : "Il paese dei
balocchi" e "È asciuto pazzo 'o padrone"; quest'ultimo
(completamente in dialetto) si distingue per il fatto che in esso Bennato si
camuffa nei panni di un nuovo bluesman "Joe Sarnataro". Viene
denunciata, fra i vari temi trattati, la tangentopoli napoletana.
Nel 1994
esce "Se son rose fioriranno" : un lavoro costellato, fra l'altro, da
grandissime melodie suggestive come "Milano" o "La fiera dei
buoni sentimenti"; viene denunciata la pericolante unità d'Italia e la
classe politica che nulla fa per combattere certe mentalità secessionistiche.
Il 1995 vede nascere "Le ragazze fanno grandi sogni", un album venuto
fuori in un momento delicato della vita del cantante, che per fortuna Edo ha
saputo superare. È un omaggio alla femminilità che lo ha tanto affascinato
anche in altri lavori (come ad esempio ne "Il paese dei balocchi" con
la canzone "Se non ci fosse lei").
Dopo la parentesi ben riuscita di "Quartetto d'archi", un album con la
riscrittura in chiave meno acustica di alcuni successi di Bennato, nel 1998 è
uscito "Sbandato" un lavoro ricco di nuove melodie degne di nota come
per esempio "Sempre in viaggio sul mare",
"È notte", "Galileo", "I gemelli della verità".
In attesa di nuovi lavori, ci auguriamo che Bennato trovi sempre quella grinta giusta per produrre nuovi lavori che siano sempre migliori
dei precedenti.